Tumore alla prostata: fattori di rischio e terapia

La terapia, come ogni trattamento antitumorale, può generare effetti collaterali a breve e a lungo termine. E’ bene quindi, prima di compiere una scelta in tal senso, vi informiate attentamente sui pro e i contro del trattamento.

Sorveglianza attiva

Radioterapia

Perdere il controllo della vescica può essere una conseguenza della malattia in sé o del trattamento. L’incontinenza urinaria si può attenuare e risolvere gradualmente eseguendo esercizi specifici di fisioterapia mirati al recupero della capacità di trattenere l’urina in vescica.

Il tumore della prostata è una delle patologie più frequenti nel sesso maschile: rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo e raramente si manifesta al di sotto dei 45 anni.

L’urologo-andrologo potrà prescrivere farmaci per la disfunzione erettile da assumere in compresse prima del rapporto sessuale, attenendosi scrupolosamente ai tempi e alle dosi indicate.

La radioterapia è attualmente utilizzata con due modalità: radioterapia esterna e radioterapia interstiziale.
L’utilizzo della radioterapia esterna, definita “conformazionale”, permette di colpire con maggior efficacia terapeutica il tumore risparmiando i tessuti normali.
La metodica, definita “radioterapia interstiziale” o “brachiterapia”, consiste nell’inserimento all’interno della prostata di “semi radioattivi” (palladio o iodio 131). Lo scopo è di ridurre alcuni effetti collaterali indesiderati che possono seguire la radioterapia esterna.

Combinazione delle precedenti terapie

La prostata partecipa al meccanismo dell’eiaculazione, secernendo la parte maggiore del liquido seminale.

Tutti i pazienti con carcinoma prostatico localizzato che hanno un’aspettativa di vita di almeno 10-15 anni.

Significa controllare l’evoluzione della malattia nel corso degli anni, senza intervenire con una terapia immediatamente, ma solo al progredire del tumore. Il carcinoma prostatico è infatti un tumore a lenta crescita e molti uomini di età avanzata non moriranno mai a causa del carcinoma ma a causa di altre malattie come portatori sani del tumore stesso, che non avrà avuto il tempo di manifestarsi clinicamente.

In cosa consiste l’intervento chirurgico per il carcinoma della prostata ?

Quali sono le possibili complicanze a lungo termine della prostatectomia radicale ?

Se ha eseguito le visite urologiche ogni anno a partire dai 50 anni, si tratterà molto probabilmente di un tumore in stadio iniziale, da cui potrà guarire. Per decidere la terapia più appropriata bisognerà considerare lo stadio ed il grado del tumore, l’età e le condizioni di salute della persona affetta.

Qual’ è l’efficacia della prostatectomia radicale in termini di guarigione dalla malattia ?

Uomini di età avanzata con un’aspettativa di vita limitata a causa di malattie concomitanti e uomini con piccoli tumori di basso grado, ovvero di scarsa aggressività biologica sulla base del punteggio di Gleason ottenuto dall’esame istologico della biopsia prostatica.

A differenza dell’intervento chirurgico per l’iperplasia prostatica benigna, la chirurgia del carcinoma prostatico prevede l’asportazione dell’intera prostata e non solo della sua porzione interna. Si tratta dell’intervento di prostatectomia radicale. Durante l’intervento si asporta l’intera prostata comprese le vescicole seminali, piccoli organi localizzati dietro la prostata ove si raccoglie il liquido seminale.

Carcinoma prostatico: terapia

In caso di disturbi della minzione esistono numerosi rimedi, anche chirurgici, da valutare insieme al proprio medico, considerandone vantaggi e svantaggi.
Più complesso, invece, il discorso che riguarda i problemi legati alla sfera sessuale: il primo passo per affrontarli è quello di parlarne con il proprio partner e con uno specialista. Esistono poi vari rimedi meccanici, chirurgici e farmacologici che potrebbero attenuare o persino risolvere il problema.

I sintomi più frequenti sono:

Quando il tumore si diffonde al di fuori della prostata, di norma colpisce le ossa ed i linfonodi. Tuttavia, possono essere colpite altre zone dell’addome, tra cui l’uretra, la vescica, gli ureteri, l’intestino ed il retto. In sporadici casi, il tumore può diffondersi dalla prostata verso i polmoni ed il fegato.

A differenza di altri tumori, la prognosi e l’evoluzione del cancro alla prostata possono variare sensibilmente da paziente a paziente.
La diagnosi di tumore prostatico avanzato non è necessariamente una condanna a morte, infatti sono in aumento i casi di morte per altre cause ed esistono numerosi trattamenti disponibili per garantire una qualità di vita soddisfacente.
Il tumore alla prostata può essere tenuto sotto controllo anche per anni dal momento della diagnosi, così come può essere del tutto asintomatico.
Spesso più complessa diventa la gestione delle emozioni e dello stress che la malattia porta con sé, soprattutto quando i trattamenti (ad esempio le terapie ormonali) rendono i pazienti emotivamente più vulnerabili e inclini alla depressione.
Queste emozioni sono del tutto soggettive ed imprevedibili, per cui non esistono regole sempre valide e ogni giorno deve essere affrontato nella sua singolarità.
Sarebbe opportuno parlare delle proprie preoccupazioni e ansie con una persona di fiducia o con un medico, in modo da trovare aiuto per affrontare le proprie debolezze e ottenere un punto di vista esterno.

Come convivere con una diagnosi di tumore alla prostata metastatico: consigli e informazioni per affrontare la malattia e godersi il più possibile la vita.

Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura, e un consumo frequente di acqua sono indispensabili sia per ridurre la stanchezza sia per mantenere un peso corporeo nella norma e ridurre eventuali effetti collaterali dei trattamenti.
Dormire con regolarità, allo stesso modo aiuta a recuperare le energie e migliorare lo stato generale di benessere dell’organismo, anche dal punto di vista emotivo; quando le preoccupazioni o i dolori tengono svegli e disturbano i ritmi del sonno, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere aiuto.

  • senso di spossatezza, che può influenzare anche altri aspetti della vita quotidiana, come la motivazione, la capacità di concentrazione, l’umore e il desiderio sessuale;
  • dolore localizzato (soprattutto alle ossa);
  • problemi urinari;
  • disfunzioni sessuali;
  • disturbi renali;
  • disturbi dell’erezione
  • inappetenza;
  • ipocalcemia o diminuzione del calcio ematico;
  • alterazioni del sistema linfatico.

Per ridurre il senso di stanchezza, può essere utile pianificare la propria giornata concentrando le attività più importanti e stressanti al mattino, quando si hanno maggiori energie per affrontarle.
L’attività fisica è un ottimo alleato per ridurre lo stress e aiutare il rilassamento del corpo e della mente; inoltre, contribuisce a migliorare l’umore. Se non si è abituati a svolgere attività fisica, è consigliabile iniziare con una camminata e rivolgersi al proprio medico prima di affrontare esercizi più impegnativi.

8 Settembre 2016