Tumore alla prostata avanzato: consigli pratici

  • tumore localmente avanzato, cioè esteso alle strutture adiacenti alla prostata, alla capsula prostatica e/o alle vescicole seminali e/o ai linfonodi del bacino;
  • tumore metastatico, diffuso ai linfonodi e/o ad altri siti (generalmente alle ossa);
  • tumore ricorrente o persistente (la cosiddetta recidiva), che si ripresenta dopo che il tumore primario è stato rimosso o trattato;
  • tumore resistente alla castrazione.

Ogni paziente può riferire sintomi molto diversi, poiché essi dipendono sia dalla salute generale sia dalle zone colpite dalle cellule tumorali. Alcuni sintomi, inoltre, possono essere conseguenze delle terapie, ma anche questi possono variare in base alle condizioni cliniche del paziente.

In caso di disturbi della minzione esistono numerosi rimedi, anche chirurgici, da valutare insieme al proprio medico, considerandone vantaggi e svantaggi.
Più complesso, invece, il discorso che riguarda i problemi legati alla sfera sessuale: il primo passo per affrontarli è quello di parlarne con il proprio partner e con uno specialista. Esistono poi vari rimedi meccanici, chirurgici e farmacologici che potrebbero attenuare o persino risolvere il problema.

Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura, e un consumo frequente di acqua sono indispensabili sia per ridurre la stanchezza sia per mantenere un peso corporeo nella norma e ridurre eventuali effetti collaterali dei trattamenti.
Dormire con regolarità, allo stesso modo aiuta a recuperare le energie e migliorare lo stato generale di benessere dell’organismo, anche dal punto di vista emotivo; quando le preoccupazioni o i dolori tengono svegli e disturbano i ritmi del sonno, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere aiuto.

Si parla di tumore alla prostata in stadio avanzato quando il cancro si è diffuso al di fuori della prostata verso altre parti del corpo, generalmente nelle ossa. Questa situazione è irreversibile, ma è possibile comunque ricorrere a trattamenti che consentono di mantenere uno stile di vita adeguato, spesso addirittura senza sintomi particolari.

8 Settembre 2016

I trattamenti variano in base al grado e alla classificazione del tumore, e dipendono, inoltre, da fattori individuali quali l’età, lo stato generale di salute ed i sintomi riferiti dal paziente.

Esistono diversi tipi di tumore alla prostata in stadio avanzato:

Per ridurre il senso di stanchezza, può essere utile pianificare la propria giornata concentrando le attività più importanti e stressanti al mattino, quando si hanno maggiori energie per affrontarle.
L’attività fisica è un ottimo alleato per ridurre lo stress e aiutare il rilassamento del corpo e della mente; inoltre, contribuisce a migliorare l’umore. Se non si è abituati a svolgere attività fisica, è consigliabile iniziare con una camminata e rivolgersi al proprio medico prima di affrontare esercizi più impegnativi.

I risultati dell’indagine hanno dato forma a un’iniziativa educazionale mondiale di Bayer, ‘Men Who Speak Up’ (www.MenWhoSpeakUp.com), per individuare i sintomi del tumore prostatico avanzato e mettere gli uomini e i loro familiari nelle condizioni di aprirsi e parlare al momento giusto e con le persone giuste.

“I risultati del sondaggio hanno evidenziato alcuni aspetti critici che devono affrontare gli uomini che convivono con la malattia in stadio avanzato e sottolineano il bisogno di incoraggiarli a parlarne di più”, ha affermato Marco Ranzoni, responsabile comunicazione Bayer. “L’impegno di Bayer per i pazienti oncologici trascende lo sviluppo di nuove terapie e, grazie alla collaborazione con l’IPPC, a questa indiagine e a ‘Men Who Speak Up’, abbiamo l’opportunità di fare la differenza nella vita dei pazienti offrendo loro gli strumenti di cui hanno bisogno per migliorare la loro capacità di comunicare i sintomi ai familiari e ai medici”.

International Prostate Cancer Symptoms Survey
Commissionato dall’International Prostate Cancer Coalition (IPCC) con il supporto di Bayer Healthcare, l’International Prostate Cancer Symptoms Survey è stato condotto da Harris Poll, online e al telefono, in 10 Paesi in tutto il mondo: Francia, Germania, Giappone, Italia, Olanda, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti e Taiwan. Le domande spaziavano da quanto a lungo gli uomini avessero vissuto con il tumore della prostata ai sintomi, fino all’impatto della malattia nella vita quotidiana. I dati del sondaggio sono stati raccolti, tra il 12 febbraio e il 3 agosto 2015, da 867 uomini con tumore avanzato della prostata e 360 adulti che si prendevano cura di un paziente con questa neoplasia. I pazienti e i ‘caregiver’ avevano convissuto con la malattia per una media di 5 anni. Tra i partecipanti al sondaggio, 536 pazienti (64%) hanno risposto di avere interessamento osseo causato dal tumore della prostata.

L’International Prostate Cancer Coalition (IPCC)

Condotto dall’organizzazione statunitense in difesa dei pazienti CancerCare, l’IPPC comprende otto gruppi che includono: Europa Uomo, lo Spanish Group of Cancer Patients (GEPAC), Patient Advocates for Advanced Cancer Treatments (PAACT), Prostate Health Education Network (PHEN), Prostate Cancer Research Institute (PCRI), UsTOO International e ZERO – The End of Prostate Cancer. L’obiettivo del gruppo è aumentare la consapevolezza sui sintomi della progressione del tumore della prostata e sviluppare strumenti e risorse informative per coloro che ne hanno maggiormente bisogno.

È importante che i pazienti con tumore della prostata avanzato, che riconoscono il dolore o hanno smesso di svolgere attività che eseguivano facilmente in passato, si sentano più forti nel prendere decisioni e nel parlare dei sintomi. ‘Men Who Speak Up’ fornisce utili risorse, tra cui un ‘localizzatore’ dei sintomi, una guida di discussione con il proprio medico, fascicoli informativi e statistiche utili provenienti dalle persone con tumore della prostata per facilitare queste difficili conversazioni. Per maggiori informazioni, visita il sito: www.MenWhoSpeakUp.com.

Il tumore della prostata può non essere sintomatico nelle fasi iniziali, ma sintomi come dolore grave o inspiegabile, difficoltà nel camminare, nel salire le scale o ad addormentarsi o perdita del controllo vescicale possono manifestarsi quando la malattia progredisce. Questi disturbi dovrebbero indurre gli uomini a rivolgersi al proprio medico.

Quasi la metà degli uomini (47%) ignora i sintomi del tumore della prostata in stadio avanzato. E tre su 5 (59%) non sempre riconoscono che il dolore di cui soffrono potrebbe essere correlato alla malattia. È quanto emerge dalla più ampia indagine internazionale sul tema (International Prostate Cancer Symptoms Survey) che ha coinvolto più di 1.200 persone, sia uomini con tumore avanzato della prostata che ‘caregiver’. Il sondaggio è stato condotto da Harris Poll in 10 Paesi fra cui l’Italia e commissionato dall’International Prostate Cancer Coalition (IPCC) con il supporto di Bayer Healthcare. I risultati sono presentati oggi al Congresso europeo sul cancro (European Cancer Congress, ECC) in corso a Vienna.

La difficoltà di discutere dei sintomi può anche essere motivata culturalmente. Più di un uomo su 3 (36%) in Europa e Asia-Pacifico (APAC) afferma di non essere a proprio agio nel discutere con i medici di come si sente fisicamente, rispetto a soltano un uomo su 10 (12%) negli Stati Uniti. E tuttavia un numero maggiore di questi pazienti presenta un tumore in stadio avanzato che si è diffuso alle ossa (EU 72%, APAC 53%) rispetto alla controparte statunitense (53%).

Il tumore della prostata è la seconda forma più comune di cancro fra gli uomini nel mondo e la quinta causa di morte correlata ai tumori nei maschi. In Italia sono attesi circa 35.000 nuovi casi nel 2015. La confusione che circonda l’origine dei sintomi non è l’unica barriera per gli uomini nel parlarne. I risultati dell’International Prostate Cancer Symptoms Survey hanno anche evidenziato che più della metà dei maschi (57%) pensa che il dolore quotidiano sia qualcosa con cui convivere e uno su 3 (34%) afferma che parlare dei sintomi, come il dolore, lo fa sentire più debole.

I familiari dei pazienti con tumore prostatico avanzato possono essere molto colpiti dalla malattia, ma sono anche in grado di giocare un ruolo importante nel migliorare il decorso della neoplasia. La metà degli uomini che hanno partecipato al sondaggio (50%) ha ammesso di contare sui ‘caregiver’ nel rivolgere le domande più importanti sul tumore della prostata. “Mentre i medici sono importanti nel valutare come si sentono i pazienti, il sondaggio rivela che anche i ‘caregiver’ giocano un ruolo chiave nella gestione della malattia, specialmente quando si arriva a rivolgere domande difficili”, ha aggiunto il Dott. Procopio.

Il sondaggio è stato condotto da Harris Poll in 10 Paesi tra cui l’Italia e commissionato dall’International prostate cancer coalition (Ipcc) con il supporto di Bayer Healthcare. I risultati sono presentati oggi all’European Cancer Congress in corso in questi giorni a Vienna.

L’importante ruolo dei familiari

I risultati dell’indagine hanno dato forma a un’iniziativa educazionale mondiale chiamata Men Who Speak Up (www.MenWhoSpeakUp.com), per individuare i sintomi del tumore prostatico avanzato e mettere gli uomini e i loro familiari nelle condizioni di aprirsi e parlare al momento giusto e con le persone giuste.

«Mentre i medici sono importanti nel valutare come si sentono i pazienti, il sondaggio rivela che anche i ‘caregiver’ giocano un ruolo chiave nella gestione della malattia, specialmente quando si arriva a rivolgere domande difficili» ha sottolineato Procopio.

La metà degli uomini (47%) ignora i sintomi del tumore della prostata in stadio avanzato. E tre su cinque (59%) non sempre associano il dolore percepito alla patologia. È quanto emerge dalla più ampia indagine internazionale sul tema (International prostate cancer symptoms survey) che ha coinvolto più di 1.200 persone, uomini con tumore avanzato della prostata e relativi ‘caregiver’.

Uomini che odiano parlare dei propri problemi

I familiari dei pazienti con tumore prostatico avanzato possono essere molto colpiti dalla malattia, ma sono anche in grado di giocare un ruolo importante nel migliorare il decorso della neoplasia. La metà degli uomini che ha partecipato al sondaggio (50%) ha ammesso di contare sui ‘caregiver’ nel rivolgere le domande più importanti sul tumore della prostata.

Una difficoltà, questa, che affonda le radici in fenomeni culturali sedimentati nei secoli. Più di un uomo su tre (36%) in Europa e Asia-Pacifico afferma di non essere a proprio agio nel discutere con i medici di come si sente fisicamente. Lo stesso dato, negli Usa, è pari al 12 per cento. E tuttavia un numero maggiore di questi pazienti presenta un tumore in stadio avanzato che si è diffuso alle ossa (EU 72%, APAC 53%) rispetto alla controparte statunitense (53%).

La confusione che circonda l’origine dei sintomi non è l’unica barriera: l’indagine ha anche evidenziato che più della metà dei maschi (57%) pensa che il dolore quotidiano sia qualcosa con cui convivere e uno su tre (34%) afferma che parlare dei sintomi, come il dolore, lo fa sentire più debole.