Tumore alla prostata avanzato: consigli pratici

I trattamenti variano in base al grado e alla classificazione del tumore, e dipendono, inoltre, da fattori individuali quali l’età, lo stato generale di salute ed i sintomi riferiti dal paziente.

  • tumore localmente avanzato, cioè esteso alle strutture adiacenti alla prostata, alla capsula prostatica e/o alle vescicole seminali e/o ai linfonodi del bacino;
  • tumore metastatico, diffuso ai linfonodi e/o ad altri siti (generalmente alle ossa);
  • tumore ricorrente o persistente (la cosiddetta recidiva), che si ripresenta dopo che il tumore primario è stato rimosso o trattato;
  • tumore resistente alla castrazione.

Come convivere con una diagnosi di tumore alla prostata metastatico: consigli e informazioni per affrontare la malattia e godersi il più possibile la vita.

I sintomi più frequenti sono:

Per ridurre il senso di stanchezza, può essere utile pianificare la propria giornata concentrando le attività più importanti e stressanti al mattino, quando si hanno maggiori energie per affrontarle.
L’attività fisica è un ottimo alleato per ridurre lo stress e aiutare il rilassamento del corpo e della mente; inoltre, contribuisce a migliorare l’umore. Se non si è abituati a svolgere attività fisica, è consigliabile iniziare con una camminata e rivolgersi al proprio medico prima di affrontare esercizi più impegnativi.

Quando il tumore si diffonde al di fuori della prostata, di norma colpisce le ossa ed i linfonodi. Tuttavia, possono essere colpite altre zone dell’addome, tra cui l’uretra, la vescica, gli ureteri, l’intestino ed il retto. In sporadici casi, il tumore può diffondersi dalla prostata verso i polmoni ed il fegato.

Ogni paziente può riferire sintomi molto diversi, poiché essi dipendono sia dalla salute generale sia dalle zone colpite dalle cellule tumorali. Alcuni sintomi, inoltre, possono essere conseguenze delle terapie, ma anche questi possono variare in base alle condizioni cliniche del paziente.

Il tumore alla prostata avanzato può rendere necessario un cambiamento nei propri ritmi e priorità.
Per prima cosa è importante adottare uno stile di vita sano, preferendo una dieta equilibrata e ricca di fibre, e dedicandosi regolarmente ad esercizi fisici. Non bisogna pretendere cambiamenti radicali o immediati, ma procedere a piccoli passi, fissando degli obiettivi da raggiungere.
Riorganizzare la propria vita spesso implica la rinuncia al lavoro e il prepensionamento: esistono sostegni economici per i malati oncologici ed è importante conoscere i propri diritti.
In alcuni casi diventa difficile svolgere le abituali attività quotidiane e si rendono necessari l’assistenza a domicilio o l’utilizzo di attrezzature e supporti speciali.

In caso di disturbi della minzione esistono numerosi rimedi, anche chirurgici, da valutare insieme al proprio medico, considerandone vantaggi e svantaggi.
Più complesso, invece, il discorso che riguarda i problemi legati alla sfera sessuale: il primo passo per affrontarli è quello di parlarne con il proprio partner e con uno specialista. Esistono poi vari rimedi meccanici, chirurgici e farmacologici che potrebbero attenuare o persino risolvere il problema.

Si distingue tra stadio clinico, che si basa sui risultati degli esami effettuati prima dell’intervento chirurgico, e stadio patologico, ovvero la valutazione del tumore effettuata in sede chirurgica e basata sull’analisi dei tessuti prelevati durante l’intervento di prostatectomia. Esistono, poi, lo stadio post-terapico, che determina la risposta del paziente alla terapia tumorale prima dell’eventuale intervento chirurgico, e lo stadio ricorrente, nel caso in cui il tumore ritorni dopo un trattamento, anche in parti diverse del corpo.
Il valore di stadiazione assegnato al tumore dipende dal punteggio attribuito dal sistema TNM, acronimo che sta ad indicare Tumore, linfoNodo e Metastasi.
Lo stadio del tumore non cambia nel tempo, anche nei casi in cui la malattia evolve: se un tumore ritorna oppure metastatizza, viene comunque identificato in base allo stadio definito al momento della diagnosi. Solo in rarissimi casi il medico può decidere di rivalutare la stadiazione del tumore.
Potete trovare maggiori informazioni sui diversi stadi in cui viene classificato il tumore alla prostata nella sezione Diagnosi del nostro sito.

  • la stadiazione fornisce informazioni su dove è localizzato e, nel caso di metastasi, indica in quali parti del corpo si è diffuso;
  • il grading stabilisce il livello di aggressività attribuito al tumore.

Il tumore alla prostata viene classificato in base a due indicatori:

  • gli esami fisici, per esempio l’esplorazione digito rettale, forniscono indicazioni riguardo all’estensione, alla localizzazione, all’eventuale diffusione e alle dimensioni del tumore;
  • i test di imaging come i raggi X o la tomografia computerizzata individuano con chiarezza la posizione, la dimensione e l’eventuale espansione verso altri organi del tumore alla prostata;
  • i test di laboratorio si basano su campioni di sangue, urine o tessuti del paziente raccolti in fase di biopsia;
  • le relazioni del medico patologo aggiungono informazioni sul tipo di cellule tumorali e classificano la malattia in base al grading;
  • le relazioni chirurgiche che vengono preparate sulla base dei campioni tessutali estratti in fase chirurgica, aiutano a determinare con maggiore precisione le dimensioni e l’aspetto del tumore, fornendo inoltre dettagli riguardo ai linfonodi e agli organi coinvolti.

Abbiamo sottolineato quanto sia importante riuscire a localizzare correttamente la malattia. In base a dove sono concentrate le cellule tumorali e a dove sono diffuse, il tumore alla prostata viene classificato in:

Il grading viene assegnato in base al punteggio di Gleason e si basa sull’analisi del tessuto tumorale al microscopio: di solito, se i tessuti appaiono sani significa che il tumore ha una progressione più graduale e potenzialmente meno aggressiva. Minore è il punteggio di Gleason, su una scala da 2 a 10, più lenta è la crescita del tumore.
Per approfondire le corrispondenze tra grading e aggressività del tumore, vi consigliamo di visitare la pagina Gravità di questo sito.

Come abbiamo visto, per determinare lo stadio del tumore alla prostata, i medici si basano su una serie di dati clinici e biologici, raccolti attraverso diversi strumenti:

In base allo stadio e al grado del tumore, il medico propone al paziente quale o quali terapie sono più indicate, valutando insieme a lui i potenziali rischi e benefici di ciascuna opzione.

  • tumore alla prostata localizzato, ovvero completamente limitato all’interno della ghiandola prostatica, che viene a sua volta differenziato in tumore a basso rischio se indolente, a medio rischio se la sua progressione è lenta, ad alto rischio se evolve molto rapidamente;
  • tumore alla prostata localmente avanzato, che significa che la malattia è estesa alla capsula prostatica, alle vescicole seminali, ai linfonodi del bacino e ad altre strutture nell’ambito della zona prostatica;
  • tumore alla prostata avanzato, quando le metastasi hanno intaccato i linfonodi al di fuori del bacino, specialmente nelle ossa o in altri organi.

Il tumore della prostata si forma

Di solito, il tumore alla prostata non provoca sintomi nelle prime fasi.
I segni e i sintomi si sviluppano quando la massa cresce e provoca dei problemi a urinare.
Qui ci sono alcuni sintomi frequenti

3) Secondo Newmark et al. la quantità elevata di fosfati contenuti nei latticini può favorire lo sviluppo del tumore alla prostata perché aumenta la concentrazione di fosfati nel plasma. Questo incrementa eccessivamente la concentrazione di 1,25-diidrossicolecalciferolo.

1) Il latte magro / scremato è la principale fonte di calcio del latte. Se una persona beve molto latte le concentrazioni intracellulari di 1,25-diidrossicolecalciferolo (forma attiva della vitamina D) si riducono e questo può stimolare la formazione del tumore alla prostata.
Fonte

Non si conoscono le cause precise.
Tuttavia, ci sono alcuni fattori di rischio che possono causare il cancro.

6) Il latte intero e i latticini ad alto contenuto di grassi possono aumentare le concentrazioni di peptide C. Questa sostanza può aumentare il rischio di carcinoma prostatico aggressivo (Fonte – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15075172)

Il tumore alla prostata maligno è uno dei tipi di cancro più frequenti diagnosticati negli Stati Uniti e si presenta soprattutto negli uomini che hanno oltrepassato i 65 anni d’età.

Tutti i tessuti che costituiscono la prostata possono subire una trasformazione neoplastica.

5) Il collegamento tra latte intero e carcinoma prostatico mortale può essere dovuto agli effetti dei grassi contenuti nel latte (soprattutto i grassi saturi) e altri fattori (inclusi obesità ed eccesso di insulina).
Il latte intero ha un contenuto di grassi saturi circa 40 volte superiore rispetto al latte scremato.