Serenoa repens

Serenoa (Serenoa repens = Sabal serrulata = Serenoa serrulata) è il nome di una palma che cresce negli stati affacciati sulla costa atlantica meridionale degli Stati Uniti, nel sud Europa e nell’Africa del nord. Questa piccola palma (non supera i 3 metri di altezza) produce bacche di colore rosso scuro, monoseme e di dimensioni simili ad olive, che ne costituiscono la droga.

La serenoa è dotata anche di effetti antifiammatori e spasmoltici sui muscoli delle vie urinarie, ricalcando, in questo senso, l’azione di un’altra categoria di farmaci utilizzati nel trattamento dell’ipertrofia della prostata e chiamati alfa-bloccanti. La contrazione dei muscoli prostatici favorisce infatti l’ostruzione dell’uretra, responsabile dei disturbi di minzione associati all’IBP.
La sommatoria di tutti questi effetti sarebbe responsabile dell’efficacia clinica della serenoa nel ridurre la sintomatologia associata all’ipertrofia prostatica, con un’azione paragonabile a quella della finasteride. La tollerabilità della droga sembrerebbe, invece, addirittura superiore. Gli effetti collaterali associati all’utilizzo di serenoa sono infatti generalmente rari e comunque lievi; essi comprendono: prurito, cefalea, ipertensione, disfunzione erettile, calo della libido e problemi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, stitichezza).

L’inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, con conseguente blocco della conversione di testosterone in DHT, e del legame tra diidrotestosterone ed il suo recettore, sono stati dimostrati in vitro, ma sembrano troppo deboli affinché possano realizzarsi in vivo. Tutto ciò è sostenuto anche dal fatto che, pur risultando piuttosto efficace nel risolvere la sintomatologia associata all’ipertrofia prostatica benigna, la droga non porta a riduzioni significative del volume prostatico.

Il diidrotestosterone viene sintetizzato grazie all’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi che rende semplice il doppio legame esistente tra il carbonio 4 ed il carbonio 5. Questa banale modifica chimica aumenta notevolmente l’affinità dell’ormone per i recettori androgeni, potenziandone, di conseguenza, l’attività.

Se prodotto in eccesso, il diidrotestosterone, in virtù del suo forte potere androgeno, favorisce la comparsa di acne, accelera la caduta dei capelli e causa ipertrofia prostatica. Da qui l’utilizzo di farmaci capaci di bloccare l’enzima 5-alfa-reduttasi, di derivazione fitoterapica (come la Serenoa) o di sintesi (come la finasteride), nel trattamento di queste condizioni.

La Serenoa repens è oggi largamente utilizzata nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e dell’alopecia androgenica (caduta dei capelli sostenuta da disordini endocrini). I suoi princìpi attivi (trigliceridi, fitosteroli, derivati del sitosterolo, flavonoidi) le conferiscono proprietà antiandrogeniche, che espleta principalmente attraverso un’azione diretta sui recettori del diidrotestosterone, ed indiretta, tramite l’inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi.

A differenza del finasteride e della dutasteride, che inibiscono solamente una od entrambe le isoforme dell’enzima 5α-reduttasi, la serenoa agisce ad un duplice livello, bloccando l’enzima da un lato ed impedendo l’interazione del DHT con il suo recettore dall’altro.

Il diidrotestosterone (DHT) è l’ormone androgeno più potente dell’organismo e la sua attività è 4-5 volte superiore rispetto al testosterone da cui deriva.

L’enzima 5-alfa reduttasi è molto concentrato nella cute, nel fegato, nel sistema nervoso centrale (dove è presente soprattutto l’isoforma di tipo 1) e nella prostata (dove si concentra l’isoforma di tipo 2).

La prostata è una ghiandola fibromuscolare facente parte dell’apparato genitale maschile: si accresce nell’età puberale e termina il suo sviluppo dopo i 23 – 25 anni. Approfondisci: Cos’è la prostata?

Alcune abitudini possono aiutare il paziente affetto da questo problema. Bere meno prima di andare a dormire può aiutare a diminuire gli stimoli urinari notturni; ridurre l’uso di alcol o di bevande stimolanti.

L’estratto di Serenoa di ha dimostrato di migliorare i sintomi più significativi dell’ipertrofia prostatica benigna (I.P.B) come la frequenza e la qualità della minzione urinaria.

  • la necessità frequente di urinare, di giorno e di notte
  • minzione difficile e/o dolorosa
  • minzione intermittente
  • getto di urina debole (soprattutto all’inizio della minzione)
  • presenza di tracce di sangue nelle urine
  • la sensazione di svuotamento incompleto della vescica

Sebbene non ci sia una diretta relazione tra prostata ingrossata e disfunzioni erettili, molti soggetti sperimentano entrambi i problemi insieme con una certa frequenza statistica. Approfondisci leggendo questo articolo.

Prostata ingrossata: un disturbo molto frequente in tutti gli uomini che superano i 45 – 50 anni di età. L’ingrossamento della prostata può essere causato da fattori ereditari o da modifiche dell’equilibrio ormonale. L’avanzare dell’età, una vita molto sedentaria, l’alimentazione e il sovrappeso possono essere considerati degli importanti fattori di rischio. In ultimo, l’ingrossamento può essere anche causato da un tumore della ghiandola prostatica.

Il ricorso al parere del medico specialista è sempre imprescindibile. Il medico visiterà il paziente facendo tutti gli accertamenti del caso e prescrivendo la terapia più opportuna. Ovviamente la cura prescritta sarà calibrata in base alla gravità del problema: dall’assunzione di integratori specifici alla cura farmacologica, fino ad arrivare all’intervento chirurgico. Nei casi in cui non è necessario ricorrere al bisturi, grande giovamento può venire dall’assunzione di farmaci o di integratori a base di estratti vegetali.

Indice dei contenuti

La prostata ingrossata causa nel paziente sintomi come la necessità di urinare frequentemente (dalle 8 alle 10 volte al giorno) sia di giorno (pollachiuria) che di notte (nicturia). La minzione può risultare difficile, con un flusso intermittente. Inoltre può esservi la sensazione di uno svuotamento incompleto della vescica, associato a sgocciolamento successivo alla minzione. Anche l’incontinenza può manifestarsi, anche se meno frequentemente, con la comparsa di dolore e – nei casi più gravi – la presenza di sangue nelle urine.

La serenoa (Serenoa repens) è una pianta della famiglia delle Arecaceae. Nota per la sua azione riequilibrante sul sistema ormonale, è utile contro l’alopecia e i problemi alla prostata. Scopriamola meglio.

È una pianta originaria del sud-est degli Stati Uniti, la Florida appunto; cresce soprattutto lungo le coste e lungo il litorale dell’oceano Atlantico in fitte boscaglie o nei sottoboschi di pini e latifoglie nel sud dell’Europa e nell’Africa del nord.

Palma nana a ventaglio (raggiunge tra i 2 e i 4 m di altezza) con foglie lunghe tra 1-2 m., aventi un semplice picciolo, provvisto di spine delicate e a cui sono attaccate 20 foglioline che variano tra i 50 e 100 cm di lunghezza.

L’azione antagonista è rivolta al legame tra diidrotestosterone e il recettore per gli androgeni. Il beta-sitosterolo, infatti, contenuto nei frutti della serenoa, inibisce l’enzima (la 5-alfa-reduttasi) implicato nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone, metabolita biologicamente attivo, che stimola la proliferazione cellulare, causando quindi l’ipertrofia del tessuto prostatico, e la formazione di forfora e sebo in eccesso sul cuoio capelluto, fino alla miniaturizzazione del capello e alla sua caduta. L’effetto antiestrogenico, è in grado di diminuire drasticamente i recettori degli estrogeni, che da un lato potenziano l’azione ormonale nello sviluppo della BHP; dall’altro sono tra le cause responsabili dell’impotenza maschile.

800-1000 mg di estratto secco dei frutti di serenai capsule o compresse 2 volte al giorno

I frutti della serenoa svolgono un’azione riequilibrante sul sistema ormonale, principalmente maschile, e sono impiegati nel trattamento dei disturbi della prostata e dell’alopecia (calvizie androginica), che affliggono un gran numero di uomini. I principi attivi contenuti nella pianta sono steroli, acidi grassi liberi, carotenoidi, oli essenziali e polisaccaridi. Il meccanismo d’azione del fitocomplesso dipende dalla combinazione di un effetto antagonista sugli ormoni sessuali, con un’azione antinfiammatoria e diuretica.

Non esistono particolari controindicazioni nell’uso della serenoa, se non allergie in caso di ipersensibilità verso uno dei componenti. In rari casi è possibile qualche effetto collaterale, come nausea, vomito e diarrea.

La serenoa è utilizzata con successo nella cura delle malattie dell’apparato uro-genitale maschile, nell’ipertrofia prostatica benigna (BHP) al primo stadio, in cui predominano i disturbi urinari, “disuria”. E’ utile anche al secondo stadio, in cui aumenta la ritenzione urinaria, in quanto la proprietà diuretica stimola lo scarso flusso urinario, tipico di questa malattia, per cui la vescica non si svuota mai completamente, ma rimane sempre un residuo; permettendo il “lavaggio” delle vie urinarie e l’eliminazione dei batteri attraverso il flusso dell’urina.

L’azione antinfiammatoria e antiedemigena, è dovuta dalla capacità della serenoa di ridurre la permeabilità capillare, indotta dall’istamina, e l’ostruzione cervicoprostatica. Numerosi studi hanno dimostrato che la pianta agisce in maniera specifica sulla cellula del tessuto prostatico, limitandone la proliferazione cellulare, che provoca l’ingrossamento e l’infiammazione della prostata. Questa congestione e aumento di volume, che si verifica nella maggior parte degli uomini sopra i cinquant’anni, comprime la vescica e restringe l’uretra, con conseguente difficoltà a urinare e frequente stimolo alla minzione.