Prostatite Cronica

Secondo diverse indagini mediche, la prognosi in caso di prostatite cronica batterica ha maggiori probabilità di essere favorevole, quando diagnosi e terapia sono tempestive.

Non esistono evidenze scientifiche certe a supporto della tesi secondo cui la prostatite cronica di origine batterica favorirebbe lo sviluppo di una qualche neoplasia a carico della prostata.

Durante l’esplorazione rettale digitale, il cui solo pensiero terrorizza molti pazienti, il medico (in genere, un urologo) esamina manualmente lo stato di salute della prostata, inserendo con delicatezza nel retto un dito opportunamente lubrificato e protetto da un guanto. Dal momento che la prostata risiede appena davanti al retto, il medico che sta eseguendo l’esame può così apprezzare al tatto la superficie superiore della ghiandola prostatica. Se tale superficie risulta allargata, tenera e dolorosa, è molto probabile che la prostata sia infiammata o, comunque, non sia in perfetta salute.

  • La somministrazione di farmacialfa-bloccanti. Gli alfa-bloccanti dovrebbero alleviare la sintomatologia, rilasciando la muscolatura liscia della prostata e della vescica;
  • La somministrazione di antidolorifici, come per esempio il paracetamolo o i FANS;
  • La somministrazione di lassativi. Diversi studi clinici hanno dimostrato che l’impiego di lassativi, in diversi pazienti con prostatite cronica di origine non-batterica, ha portato a un miglioramento del quadro sintomatologico.

Oltre alla prostatite acuta di origine batterica, esistono anche altre forme di prostatite; in particolare, si ricordano:

In alcuni individui, la prostatite cronica di origine non-batterica è responsabile di un certo grado di disfunzione erettile e calo del desiderio sessuale.

  • la conseguenza di unaprostatite acuta batterica non trattata in modo adeguato,
  • il risultato diricorrenti infezioni delle vie urinarie (uretrite, cistite ecc.)
  • la complicanza di un’infezione a livello testicolare (epididimite).

È doveroso precisare che gli episodi di prostatite cronica batterica derivanti dalla cronicizzazione un’infezione acuta sessualmente trasmissibile sono abbastanza rari. In altre parole, la prostatite acuta batterica dovuta a clamidia, gonorrea ecc. cronicizza soltanto in rare circostanze; di contro, è assai più diffusa la cronicizzazione delle prostatiti acute batteriche dovute a infezioni delle vie urinarie.

La durata della terapia antibiotica per una prostatite cronica batterica varia da paziente a paziente: infatti, in alcuni casi, sono sufficienti 6-8 settimane di terapia; in altri casi, servono 12 settimane (3 mesi) di assunzioni; in altri casi ancora, occorrono 6 mesi, se non di più, di cure.
In genere, quando la terapia antibiotica si protrae dai 5-6 mesi in su, le assunzioni si svolgono nell’arco di 2-3 settimane per ogni mese di trattamento.

Dolore, vita disagiata, senso di frustrazione

Ritornare agli antichi piaceri

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1985, Specializzazione in Urologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II e Specializzazione in Andrologia all’Università degli Studi di Pisa.
Consulente terapeutico per la prostatite presso strutture sanitarie in Italia, Svizzera, Romania, Albania

Laboratorio di analisi interno alla struttura e specializzato in esami legati alle malattie della prostata

L’ecografo è lo strumento che trova maggior impiego, sia nella diagnostica sia nella terapia clinica.

Infermiera specializzata con decennale esperienza in sala operatoria in vari reparti chirurgici, tra cui Urologia

Con un breve ciclo terapeutico di tre o quattro interventi riusciamo ad eliminare la malattia prostatica

Spegniamo il dolore da prostatite

Personale specializzato, accogliente

Si presentano di solito in pazienti con una lunga storia di prostatite/dolore pelvico cronico alle spalle e sono dal punto di vista medico i più difficili da risolvere per la talvolta contemporanea sovrapposizione di problematiche psicologiche quali l’ansia prestazionale, il bisogno di difendere il concetto di se stessi rispetto ad una prestazione sessuale deludente, ecc.
I più frequenti sono i disturbi del desiderio sessuale e dell’ erezione associati o meno alla diminuzione della sensibilità del glande o al contrario all’ejaculazione precoce. Da un punto di vista eziopatogenetico questi sintomi (a parte la diminuzione della libido) sono abbastanza facilmente spiegabili riconducendo il tutto ad una sofferenza delle vie della conduzione nervosa, sia sensitive che motorie.
In un nostro studio su 115 pazienti affetti da prostatite cronica (1994), abbiamo potuto constatare con uno studio ecografico, che l’ ejaculazione precoce è spesso associabile alla presenza di una o più formazioni fibro-calcifiche in prossimità del veru montanum, il quale come sappiamo, prende parte in maniera rilevantissima alla regolazione temporale dell’orgasmo.

  • il fastidio inguinale mono o bilaterale con il senso di “slip stretto”,
  • la pesantezza sovrapubica,
  • il dolore gluteo o alla base della colonna lombo-sacrale.
  • Sintomi dolorosi
  • Sintomi urinari
  • Sintomi della sfera sessuale
  • Sintomi della sfera riproduttiva

Talvolta si può accusare dolore, bruciore o fastidiosa ipersensibilità all’interno di una o di entrambe le cosce, con irradiazione al perineo. Tutti questi sintomi hanno la loro origine nella già ricordata infiammazione dei nervi pudendi.

I sintomi dovuti alle prostatiti croniche possono essere raggruppati in quattro categorie, presenti sia isolatamente che spesso in drammatica associazione:

In questo gruppo di sintomi, la responsabilità da attribuire alla infezione batterica , ha resistito agli attacchi che le nuove teorie sul dolore pelvico cronico hanno portato alla ” c.d.prostatite “. Infatti nei pazienti diventati improvvisamente infertili, la causa è quasi sempre da riferire ad una infezione pregressa o in atto. Come abbiamo infatti accennato precedentemente, il liquido secreto dalla prostata ha fra le sue funzioni, quella di dare energia e nutrimento agli spermatozoi dopo l’ejaculazione, nel loro viaggio verso l’ovulo.

Sintomi dolorosi sono,di solito, quelli più immediatamente evidenziabili e che con più facilità dovrebbero portare l’urologo esperto alla diagnosi della sindrome dolorosa cronica . Alcuni sono senza dubbio patognomonici, quali l’associazione di

Qualora invece il dolore od il bruciore si presentino in maniera continuativa e siano avvertibili lungo tutta la porzione inferiore del pene, devono essere piu’ propriamente riferiti a situazione di uretrite acuta, complicante o meno la prostatite . Un sintomo che pur nella sua inspiegabilità (canali dell’agopuntura?), compare con una frequenza di circa il 20% dei casi, è un prurito/bruciore localizzato alla pianta del piede (di solito sinistro) presente soprattutto durante la minzione o l’ejaculazione.

Altri meno frequenti, ma altrettanto significativi, sono: