Prostata laser verde dove

«L’innovativo metodo», spiega Roberto Renzetti, urologo e responsabile di endoscopia urologica nell’unità operativa complessa di Urologia dell’ospedale civile di Pescara, «in uso da circa tre mesi nel nostro centro a totale carico del servizio sanitario nazionale vanta già una mia casistica personale di circa 50 interventi effettuati con successo e in sicurezza anche in pazienti ad alto rischio operatorio».

PESCARA. Arriva anche a Pescara il laser al triborato di litio, l’unico che per la prima volta guarisce, in un solo giorno con dimissioni in 24 ore, l’ipertrofia prostatica benigna, l’ingrossamento della prostata che colpisce l’80 per cento degli italiani over 50, proteggendone il cuore e la sessualità.

La fibra laser, introdotta dal pene nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio, vaporizza con estrema precisione l’area interessata senza provocare sanguinamento. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di pochi giorni. Il laser verde non causa emorragie in quanto determina una coagulazione dei tessuti, non causa incontinenza urinaria, impotenza ed evita le recidive”.

L’Ipb risolta in un giorno. Greenlight è l’unica metodica che per la prima volta risolve il disturbo in un solo giorno con dimissioni in 24 ore. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di una settimana. Il decorso post operatorio è migliore rispetto alla Turp, la resezione endoscopica della prostata, l’intervento più eseguito finora, ma che può causare complicanze. Greenlight grazie all’assenza di perdite ematiche riduce dal 26% al 3% il ricorso a trasfusioni. Si ha immediata risoluzione dei sintomi, la ripresa immediata della minzione, il ricorso al catetere per meno di 24 ore – contro le 72 della Turp -, degenza di una sola notte (con evidente risparmio di posti letto e quindi di costi per il servizio sanitario) e ripresa della normale attività nel giro di pochi giorni.

Ipetrofia prostatica. La patologia maschile sempre più frequente – l’ipertrofia prostatica benigna – l’ingrossamento della prostata – spiega il dottor Roberto Renzetti , «è la malattia urologica maschile più diffusa che colpisce l’80% degli italiani over 50 anni. E’ un problema sociosanitario, con oltre 40mila interventi chirurgici all’anno, 14.854 ricoveri, una spesa per la terapia farmacologica di circa 328 milioni di euro e 74.834 giornate di assenza dal lavoro. L’Ipb incide pesantemente sulla qualità di vita, con disturbi che comprendono la difficoltà a urinare, l’insopprimibile urgenza – frequenza minzionale anche notturna che costringe il paziente a svegliarsi e alzarsi più volte durante la note e, nei casi più gravi, la completa ritenzione urinaria che richiede l’urgente ricorso al catetere. L’Ipb sintomatica può incidere negativamente anche sulla sfera sessuale». Quando la prostata si ingrossa, ostruendo il passaggio dell’urina e la terapia farmacologica non è più efficace, è necessario asportare il tessuto in eccesso.

Centro di eccellenza. Il laser a raggio verde è anche l’unico che consente di trattare in tutta sicurezza pazienti finora inoperabili e condannati al catetere a vita come quelli con malattie cardiovascolari, portatori di stent coronarici in terapia con farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti che non sono più costretti a sospenderli, come invece avviene con la chirurgia tradizionale. Con il laser al triborato di litio o laser verde, l’unità urologica pescarese si pone tra i centri di eccellenza e di riferimento per il centro sud d’Italia, dove vanta una capacità operativa di assoluto rilievo, proprio per la cura dell’Ipertrofia prostatica benigna (Ipb), un problema sociosanitario destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione maschile.

La nuova tecnica operatoria sbarca all’ospedale di Pescara e riguarda anche pazienti con malattie cardiovascolari

Un laser al posto del bisturi. e l’ipertrofia evapora – “La nuova metodica Greenlight, messa a punto negli Stati Uniti, sfrutta l’azione di un potente laser al triborato di litio ad alta energia (180 W) con una lunghezza d’onda di 532 nm, che vaporizza con precisione millimetrica solo l’eccesso di tessuto prostatico, trasformandolo in vapore. L’intervento mininvasivo si effettua per via endoscopica in anestesia spinale.

Anticoagulanti e pacemaker. Precisa Renzetti: «Greenlight è l’unico laser che ci consente di operare in assoluta sicurezza anche pazienti ad alto rischio operatorio come quelli con malattie cardiovascolari, della coagulazione e i portatori di stent coronarici che non sono più costretti a sospendere mai, nemmeno per un solo giorno la terapia anticoagulante e/o antiaggregante. Il laser verde è anche indicato nei pazienti con pacemaker, perché evita il ricorso all’elettrobisturi, generatore di quelle onde elettriche che possono interferire con la stimolazione dei pacemaker cardiaci».

Domande frequenti (torna su)

Quali sono i pazienti candidabili a vaporizzazione della prostata con laser verde?
Tutti gli uomini affetti da iperplasia prostatica benigna che non rispondono alla terapia medica con farmaci. Tale trattamento è di notevole vantaggio per i pazienti che assumono anticoagulanti, i quali potranno essere sottoposti a questo tipo di intervento senza sospendere la loro terapia.

Introduzione (torna su)

Inoltre, la vaporizzazione laser della prostata viene utilizzata anche per trattare e/o prevenire complicanze derivanti dal compromesso svuotamento della vescica quali:

Quali sono le eventuali complicanze?
Come per qualsiasi tipo di intervento, anche la laser vaporizzazione selettiva della prostata è soggetta al rischio di complicanze. Tuttavia, l’ incidenza di tali complicanze, sono di gran lunga inferiori a quella dei trattamenti tradizionale per iperplasia prostatica benigna. In particolare in alcuni casi può verificarsi eiaculazione retrograda che comporta la mancata emissione dello sperma durante l’ attività sessuale.
La comunità urologica internazionale ha accolto in maniera entusiasta la vaporizzazione laser della prostata dal momento che questo tipo di intervento è sicuro, efficace, di semplice esecuzione, offre un rapido recupero ed enormi miglioramenti rispetto ad altre procedure endoscopiche per la terapia della IPB. La vaporizzazione laser ha dimostrato di avere eguale efficacia rispetto alla TURP tradizionale e minori complicanze

  • minore rischio di sanguinamento
  • possibilità di eseguire l’ intervento nei pazienti che assumono farmaci anticoagulanti senza sospensione della terapia
  • minima degenza ospedaliera (possibile la dimissione nella stessa giornata dell’intervento)
  • tempi di recupero molto più rapidi
  • minore tempo di caterizzazione (meno di 24 ore)
  • risultati più immediati: i miglioramenti dei sintomi urinari da chirurgia laser sono evidenti fin da subito

Il laser a luce verde utilizza energia ad alta potenza che viene specificamente assorbita dal sangue all’interno del tessuto prostatico. Tale assorbimento di energia determina un elevato surriscaldamento del tessuto bersaglio causandone la vaporizzazione. Oltre a vaporizzare il tessuto prostatico, il laser a luce verde ha anche un enorme potere coagulativo che rende il sanguinamento di questa metodica inferiore a quello della TURP. Inoltre, dal momento che il laser verde vaporizza solo i tessuti che contengono sangue, con questa metodica non c’ è il rischio di perforare la capsula prostatica, l’ involucro esterno che circonda la prostata che ha un contenuto ematico irrilevante.

Quali sono i postumi dell’ intervento?
Il catetere viene rimosso entro 24 ore. È possibile tornare alle normali attività quotidiane e lavorative entro 4-5 giorni.

La fibra laser possiede un meccanismo di puntamento che consente di colpire il tessuto bersaglio molto precisamente e di modellare il canale uretrale a seconda dell’ anatomia prostatica di ogni paziente. La luce laser viene facilmente assorbita dal sangue contenuto nel tessuto prostatico che viene surriscaldato a tal punto da essere vaporizzato. L’ applicazione del laser viene proseguita fin quando tutto il tessuto prostatico in eccesso è stato vaporizzato e viene esposta la capsula prostatica, l’ involucro esterno che circonda la prostata. Il laser a luce verde possiede la capacità sia di vaporizzare il tessuto sia di coagulare i vasi sanguigni rendendo possibile una perdita di sangue molto minore. Inoltre, dal momento che la capsula prostatica è molto poco vascolarizzata, tramite questa procedura il rischio di perforare la capsula è molto basso.
L’ intervento dura, a seconda delle dimensioni della prostata, dall’ una alle due ore. Alla fine della procedura viene posizionato un catetere vescicale. La permanenza in ospedale è di solito una notte.