Linfonodi e sintomi di tumore

La maggior parte dei dolori, logicamente, non è causata da un tumore, ma come si dice prevenire è sempre meglio che curare.

Quando si ha una problematicità di deglutizione e si avverte un senso di soffocamento o dolore alla bocca, occorrerebbe sottoporsi ad una visita accurata.

Il tumore al pancreas si manifesta invece con dolori addominali, urina scura, feci chiare, ittero, nausea e vomito. Prestate attenzione a cosa cerca di dirvi il vostro corpo.

La tosse assidua che non va via con le medicine prescritte dal medico, può essere sintomo di bronchite cronica ma anche (ovviamente in bassa percentuale) di cancro ai polmoni, è dunque importante non sottovalutare nulla.

Quando si sviluppa una malattia neoplastica, generalmente si denota la presenza di alcuni sintomi ben specifici, a seconda sia della gravità sia del tipo di tumore: l’ingrossamento dei linfonodi è senza dubbio tra questi sintomi, anche se si calcola che statisticamente solo meno dell’1% delle persone che si rivolge al medico di fiducia per dei linfonodi ingrossati abbia realmente sviluppato una forma tumorale.

Può essere questo il caso di linfomi, che sono delle specifiche malattie linfatiche ad ordine tumorale: è molto importante intervenire preventivamente, perché i tumori che raggiungono uno stadio avanzato sono molto più difficili da sconfiggere.

Anche una cattiva digestione potrebbe essere segno di un tumore alla gola, all’esofago, o allo stomaco. E’ essenziale consultate il medico quando dura per vari giorni o tende sempre a aggravare.

Anche la febbre frequente che nasce in modo inspiegabile, può essere un campanello d’allarme. Infatti vi sono delle tipologie di tumore che causano sovente febbri improvvise, quindi non sottovalutate il vostro corpo che vi segnala una temperatura alta, senza aver mal di gola oppure mal di denti.

Ecco alcune indicazioni utili in merito al rigonfiamento dei linfonodi per la diagnosi di tumore. Spesso la presenza di linfonodi ingrossati (noti anche con il nome di linfoadenopatia) desta non poca preoccupazione nei pazienti. Coloro che notano tale ingrossamento infatti, temono che la causa principale possa essere proprio un tumore.

Qui può causare la formazione di metastasi ossee di tipo osteoaddensante (con aumento della massa ossea).
Di solito, la diffusione ai linfonodi precede di 12-36 mesi la formazione di metastasi ossee.
Le metastasi viscerali sono rare ( o =80

Sintomi del tumore alla prostata in uno stadio avanzato:

4) La capacità dei prodotti lattiero-caseari di aumentare le concentrazioni del fattore di crescita insulino-simile 1 è un’altra possibile spiegazione del legame tra tumore alla prostata e latte.

2) Un altra causa può essere l’acido fitanico contenuto nei latticini che può aumentare l’espressione dell’enzima α-metilacil-coa racemasi.
Questa sostanza interviene nello sviluppo del tumore.

Last updated on giugno 30th, 2018 at 11:53 am

  1. Si trova appena sotto la vescica (un organo che raccoglie l’urina)
  2. Avvolge l’uretra (il tubo che trasporta l’urina dalla vescica affinché sia espulsa).

Pasquale,
Si, io credo che la prima medicina sia la dieta, poi si passa ai farmaci.
Nel tuo caso, consiglio di stare attento a tutto quello che può interferire con la prostata, quindi latticini e maiale.
Ti consiglio di limitare o eliminare anche i cereali, soprattutto con il glutine.
Frutta e verdura non devono mai mancare dalla tua dieta, ma attento alle solanacee e alla frutta rossa (anguria, fragola, ecc.)

  1. Sviluppare un carcinoma prostatico,
  2. Avere un evoluzione infausta.

Il tumore della prostata si forma

  • Difficoltà a urinare (esitazione);
  • Stimolo frequente a urinare, specialmente di notte (nicturia);
  • Difficoltà a mantenere un flusso costante di urina (il flusso è debole, intermittente o persiste la sensazione di non riuscire svuotare la vescica in modo completo);
  • Dolore o bruciore durante la minzione;
  • Sangue nelle urine o nello sperma;
  • Disfunzione erettile (impotenza);
  • Eiaculazione dolorosa;
  • Disagio nella zona pelvica;
  • Stanchezza, perdita di appetito e malessere generale;
  • Dolore generalizzato a schiena, fianchi o bacino.

Alcune condizioni precancerose hanno il potenziale di evolvere in tumore alla prostata, anche se questo deve ancora essere stabilito con certezza:

Alcuni fattori di rischio sono implicati nello sviluppo del tumore alla prostata:

Il tumore alla prostata colpisce soprattutto dopo i 50 anni. Cellule tumorali sono presenti nel 40% circa dei cinquantenni ed il rischio aumenta con l’età. Addirittura, secondo recenti studi e statistiche mediche, quasi tutti gli uomini di età superiore agli 80 anni presentano un piccolo focolaio di cancro alla prostata.

Nelle fasi iniziali, il tumore alla prostata è spesso asintomatico; ciò significa che il paziente non avverte alcun sintomo, rimanendo ignaro della condizione. Negli ultimi anni, grazie alla crescente presa di coscienza dei pericoli della malattia, la maggior parte dei tumori prostatici viene diagnosticata proprio in queste fasi iniziali. Una visita urologica accompagnata al controllo del PSA (antigene prostatico specifico), mediante analisi del sangue, permette di identificare i soggetti a rischio nei quali effettuare ulteriori accertamenti.

La buona notizia è che molti tumori si rivelano poco aggressivi, rimangono confinati alla prostata e presentano un decorso piuttosto lento; ciò significa che i pazienti possono convivere col tumore per anni senza sottoporsi a specifici trattamenti e senza subire conseguenze negative per la loro salute. Inoltre, quando necessarie, le opzioni terapeutiche sono molteplici e piuttosto efficaci. Purtroppo, accanto alle forme a crescita molto lenta, esistono anche carcinomi prostatici più aggressivi, con tendenza a metastatizzare. Questi tipi di cancro crescono rapidamente e possono diffondere ad altre parti del corpo (attraverso il sangue o il sistema linfatico), dove le cellule tumorali possono formare tumori secondari (metastasi). In simili circostanze le probabilità di curare la malattia sono molto basse.

La prostata è una ghiandola di forma rotondeggiante, simile ad una castagna, che appartiene al sistema riproduttivo maschile; è posizionata nella pelvi (parte inferiore dell’addome), appena sotto la vescica e davanti al retto, a circondare la prima porzione dell’uretra. Il parenchima è costituito da un grappolo di ghiandole tubuloalveolari, circondate da uno strato piuttosto spesso di fibre muscolari lisce.

Tumori maligni (cancro alla prostata)

La principale funzione della prostata consiste nel contribuire a produrre lo sperma, in quanto secerne una parte del liquido seminale rilasciato durante l’eiaculazione (nota: il liquido seminale insieme agli spermatozoi costituisce lo sperma).