Ipertrofia prostatica, la prostata ingrossata: vediamo come curarla con rimedi naturali

Postato il: 23/02/2013

Bere molta acqua, almeno un litro e mezzo al giorno, cosм da diluire le urine presenti in vescica e ridurre il rischio di infezioni alle basse vie urinarie.
Aumentare il consumo di frutta, verdura e alimenti ricchi di fibre per migliorare la funzionalitа intestinale ed evitare il pericolo di costipazione.
Ridurre il consumo di carne, grassi, spezie, fumo.
Fare attivitа fisica, anche moderata.
Osservare una scrupolosa igiene a livello genitale.

Erbe officinali contro la prostatite
In primo luogo il Saw palmetto o Serenoa repens. E’ una piccola palma molto diffusa nel sud degli Stati Uniti e se ne utilizza il frutto maturo. Per centinaia di anni i nativi americani hanno sfruttato questa pianta contro infezioni urinarie e problemi prostatici. Studi medici hanno convalidato l’uso popolare. Secondo la dott.ssa Katherine J. Lewis molti studi scientifici avrebbero dimostrato che la Serenoa repens и in grado di ridurre i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna come la minzione notturna e la riduzione di flusso urinario. Uno studio sistematico avrebbe anche evidenziato una comparabilitа di efficacia con la finasteride, il farmaco sintetico d’elezione utilizzato in caso di ipertrofia prostatica.

Rimedi da adottare per stare meglio?

Sembra che anche le donne che soffrono di acne possano avere benefici nell’utilizzo di Serenoa repens. Ma non solo! Sono stati evidenziati effetti positivi nel rinforzare capelli molto fini e favorirne la ricrescita, nel migliorare la produzione di latte materno, nel ridurre la sintomatologia dolorosa delle mestruazioni, nell’aiutare a ridurre le infiammazioni pelviche, nel ridonare un aspetto sano alla pelle con problemi.Alle signore comunque direi, prima di utilizzarlo, aspettiamo ulteriori conferme scientifiche!

Nella maggior parte dei casi sono colpiti gli uomini over 50 ma vi sono sport che possono indurre alla comparsa della prostatite anche in soggetti piщ giovani. Sono gli sport che determinano un continuo schiacciamento della vescica come il ciclismo, l’equitazione, il rally, il canottaggio. Sono soprattutto gli sport praticati a livello amatoriale ad essere i piщ preoccupanti, poichй spesso praticati con poco controllo medico e in presenza di sovrappeso.

Ciт determina un aumento dei livelli plasmatici di testosterone ed una diminuzione di quelli del diidrotestosterone. In alcuni casi si puт manifestare anche eiaculazione retrograda, che consiste nell’immissione dello sperma nella vescica, anzichй fuoriuscire dall’uretra. Viene detto orgasmo asciutto. Sono tutti sintomi che perт scompaiono con la sospensione della terapia. Nel caso di un intervento chirurgico di asportazione per patologia benigna della prostata non si ha alterazione nella capacitа di raggiungere erezioni ma si ottiene una eiaculazione retrograda.

Ipertrofia prostatica e disfunzione erettile
Di solito и un problema mentale, dovuto piщ che altro alle preoccupazioni dei pazienti. Il problema puт nascere quando si cominciano ad utilizzare i farmaci. La finasteride e, in misura minore, la Serenoa repens, possono dare riduzione del desiderio e della funzionalitа erettile poichи agiscono bloccando l’azione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, l’enzima che converte il testosterone nel diidrotestosterone, il metabolita biologicamente attivo dell’ormone sessuale maschile.

Cos’и la prostata?
E’ una ghiandola che ha normalmente le dimensioni di una castagna. Si trova al di sotto della vescica e circonda il primo tratto dell’uretra, il tubicino che permette all’ urina di uscire all’esterno. All’interno di tale ghiandola si produce un liquido molto importante per garantire la perfetta funzionalitа degli spermatozoi.

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UOSD Servizio di Urologia Funzionale

e Chirurgia Urologica Mini-Invasiva

Università Tor Vergata

Policlinico Tor Vergata

Dipartimento di Medicina Sperimentale e Chirurgia

Sabato dalle 8 alle 14)

(Lun.-Ven. dalle 8 alle 20,

Professore Associato di Urologia

Possono rendersi necessari trattamenti ulteriori se i problemi prostatici recidivano. Possono insorgere problemi se il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna lascia intatta una parte importante di prostata. Circa il 10% degli uomini trattati con TURP o TUIP ha bisogno di interventi chirurgici aggiuntivi entro 5 anni. Circa il 2% degli uomini trattati con prostatectomia a cielo aperto ha bisogno di interventi chirurgici aggiuntivi entro 5 anni.

  • orticaria,
  • eruzione cutanea,
  • prurito,
  • affanno,
  • polso accelerato o irregolare,
  • erezione dolorosa e prolungata per ore del pene,
  • gonfiore di occhi, viso, lingua, labbra, braccia, mani, piedi, caviglie o gambe,
  • difficoltà a respirare o a deglutire,
  • dolore toracico,
  • vertigini o svenimento alzandosi bruscamente,
  • riduzione o perdita improvvisa della vista,
  • visione confusa,
  • riduzione o perdita improvvisa dell’udito,
  • dolore toracico, vertigini o nausea durante un’attività sessuale.

La maggior parte delle complicanze della chirurgia mini-invasiva scompare entro qualche giorno o qualche settimana. Le procedure mini-invasive hanno minori probabilità di dare complicanze della chirurgia a cielo aperto.

I farmaci seguenti bloccano la produzione di DHT, ormone che si accumula nella prostata e ne può causare la crescita:

Perlopiù, la sintomatologia è dovuta a:

Un soggetto può non richiedere trattamento nel caso di una prostata con ingrossamento minimo, a meno che i sintomi siano fastidiosi e influiscano sulla qualità della vita. In questi casi, l’urologo potrà consigliare controlli regolari invece di un trattamento. Se i sintomi diventano fastidiosi o costituiscono un rischio per la salute, l’urologo raccomanda quasi sempre il trattamento.

  • ago-ablazione transuretrale,
  • termoterapia transuretrale a microonde,
  • ultrasuoni focalizzati ad alta intensità,
  • elettrovaporizzazione transuretrale,
  • termoterapia idro-indotta,
  • stent prostatico.
  • minzione frequente, ossia otto o più volte al giorno,
  • urgenza della minzione, ossia l’impossibilità di ritardarla,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • sgocciolamento al termine della minzione,
  • nicturia, ossia il bisogno frequente di urinare durante il sonno,
  • ritenzione urinaria,
  • incontinenza urinaria, ossia la perdita involontaria di urina,
  • dolore dopo l’eiaculazione o durante la minzione,
  • urina di colore o odore non abituali.

L’iperplasia prostatica benigna (anche detta IPB) consiste nell’ingrossamento non canceroso (non legato cioè a tumori) della ghiandola prostatica, organo esclusivamente maschile. L’iperplasia prostatica benigna è anche più comunemente chiamata ipertrofia prostatica benigna o, talvolta, ostruzione prostatica benigna.