Ipertrofia prostatica, la prostata ingrossata: vediamo come curarla con rimedi naturali

Bere molta acqua, almeno un litro e mezzo al giorno, cosм da diluire le urine presenti in vescica e ridurre il rischio di infezioni alle basse vie urinarie.
Aumentare il consumo di frutta, verdura e alimenti ricchi di fibre per migliorare la funzionalitа intestinale ed evitare il pericolo di costipazione.
Ridurre il consumo di carne, grassi, spezie, fumo.
Fare attivitа fisica, anche moderata.
Osservare una scrupolosa igiene a livello genitale.

Sembra che anche le donne che soffrono di acne possano avere benefici nell’utilizzo di Serenoa repens. Ma non solo! Sono stati evidenziati effetti positivi nel rinforzare capelli molto fini e favorirne la ricrescita, nel migliorare la produzione di latte materno, nel ridurre la sintomatologia dolorosa delle mestruazioni, nell’aiutare a ridurre le infiammazioni pelviche, nel ridonare un aspetto sano alla pelle con problemi.Alle signore comunque direi, prima di utilizzarlo, aspettiamo ulteriori conferme scientifiche!

Erbe officinali contro la prostatite
In primo luogo il Saw palmetto o Serenoa repens. E’ una piccola palma molto diffusa nel sud degli Stati Uniti e se ne utilizza il frutto maturo. Per centinaia di anni i nativi americani hanno sfruttato questa pianta contro infezioni urinarie e problemi prostatici. Studi medici hanno convalidato l’uso popolare. Secondo la dott.ssa Katherine J. Lewis molti studi scientifici avrebbero dimostrato che la Serenoa repens и in grado di ridurre i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna come la minzione notturna e la riduzione di flusso urinario. Uno studio sistematico avrebbe anche evidenziato una comparabilitа di efficacia con la finasteride, il farmaco sintetico d’elezione utilizzato in caso di ipertrofia prostatica.

Nella maggior parte dei casi sono colpiti gli uomini over 50 ma vi sono sport che possono indurre alla comparsa della prostatite anche in soggetti piщ giovani. Sono gli sport che determinano un continuo schiacciamento della vescica come il ciclismo, l’equitazione, il rally, il canottaggio. Sono soprattutto gli sport praticati a livello amatoriale ad essere i piщ preoccupanti, poichй spesso praticati con poco controllo medico e in presenza di sovrappeso.

Postato il: 23/02/2013

Ciт determina un aumento dei livelli plasmatici di testosterone ed una diminuzione di quelli del diidrotestosterone. In alcuni casi si puт manifestare anche eiaculazione retrograda, che consiste nell’immissione dello sperma nella vescica, anzichй fuoriuscire dall’uretra. Viene detto orgasmo asciutto. Sono tutti sintomi che perт scompaiono con la sospensione della terapia. Nel caso di un intervento chirurgico di asportazione per patologia benigna della prostata non si ha alterazione nella capacitа di raggiungere erezioni ma si ottiene una eiaculazione retrograda.

Altre piante medicinali che vengono impiegate ai primi sintomi o in caso di lieve ipertrofia prostatica sono la Hypoxis rooperi, che contiene beta-sitosterolo, e la Prunus africana, che contiene il pygeum. Sembra che possano avere azione positiva anche i semi della Cucurbita pepo ( la zucca ) e l’Urtica dioica.

Rimedi da adottare per stare meglio?

Cos’и la prostata?
E’ una ghiandola che ha normalmente le dimensioni di una castagna. Si trova al di sotto della vescica e circonda il primo tratto dell’uretra, il tubicino che permette all’ urina di uscire all’esterno. All’interno di tale ghiandola si produce un liquido molto importante per garantire la perfetta funzionalitа degli spermatozoi.

Qui invece parleremo delle erbe officinali che spesso incontriamo appena ci addentriamo in campi e negli spazi verdi della città e che spesso definiamo come erbacce.

  • Zucca: appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae sono piante, in genere, annuali, raramente perenni. Sono quasi tutte piante erbacee, cioè non hanno fusto legnoso. I loro frutti, detti “pepònidi”, sono rivestiti di una scorza più o meno dura ed hanno una polpa carnosa nella quale sono presenti numerosi semi. I semi di zucca, dalle proprietà benefiche, sono largamente impiegati in prodotti fitoterapici per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna, perché contengono contengono betasteroli strutturalmente simili agli androgeni ed agli estrogeni. Queste sostanze si sono dimostrate utili per abbassare i livelli di colesterolo e migliorare i sintomi dell’ipertrofia prostatica, effetto che sembra legato in parte alla capacità di inibire la conversione del testosterone in diidrotestosterone, e in parte all’ostacolo offerto nei confronti del legame tra recettori degli androgeni e diidrotestorone. Quest’ultima sostanza è un ormone derivato dal testosterone per opera dell’enzima 5-alfa-reduttasi, coinvolto – tra l’altro – nell’iperproliferazione delle cellule prostatiche.
  • L’ortica: pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia occidentale, oggi diffusa in tutte le regioni temperate del globo, Italia compresa e considerata come infestante. La radice corrisponde alla parte della pianta (droga) che ricopre un ruolo di primo piano nel trattamento sintomatologico dell’ipertrofia prostatica benigna. Infatti rizomi e radici essiccate si caratterizzano per la presenza di fitosteroli (β-sitosterolo, daucosterolo e relativi glucosidi) e scopoletina; discreta anche la presenza di tannini, lecitine, sali minerali, fenilpropani e lignani. Questi ultimi in particolare sono in grado di limitare la crescita del tessuto prostatico, indotta dagli androgeni ed in particolare dal diidrotestosterone; mentre la presenza dei fitosteroli rende la pianta capace di diminuire la conversione del testosterone in estrogeni, riequilibrando così il rapporto androgeni/estrogeni.

In questo articolo parleremo delle erbe officinali per la prostata, dove per “erbe” s’intendono le specie annuali o perenni, che differiscono dalle “piante”per la consistenza non legnosa, per lo più di colore verde delle parti aeree, impiegate un tempo nelle “officine” (laboratori) degli speziali, e per questo motivo chiamate appunto “officinali“.

L’ipertrofia prostatica benigna (BPH) provoca il progressivo ingrossamento della prostata, che inizia di norma con la mezza età. Anche se non sono ancora del tutto chiare le cause effettive di questa patologia, i dati dimostrano che esiste una relazione tra l’insorgenza di tale disturbo e il cambiamento ormonale, tipico dell’avanzare dell’età. Infatti circa il 25% degli uomini oltre i 50 anni, inizia a sviluppare questo disturbo.

Infine tra i disturbi della prostata troviamo quello più grave: l’adenocarcinoma prostatico. Questo costituisce un tumore maligno relativamente comune, la cui incidenza aumenta con l’età. Sopra i 50 anni, infatti, il rischio è più elevato e pertanto l’esame del PSA andrebbe eseguito almeno una volta all’anno dopo aver raggiunto quell’età. Le cause di tumore non sono facilmente identificabili ma sembra esserci una componente genetica, oltre quella legata allo stile di vita, di alimentazione ecc.

Tra le erbe per la prostata, che comunemente possiamo incontrare negli orti o semplicemente nel parco sotto casa, troviamo

La prostata è una ghiandola endocrina, grande come una noce, che fa parte dell’apparato genitale maschile. Percorsa dalla prima porzione dell’uretra, si trova sotto la vescica e ha la funzione di produrre il liquido seminale, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire e veicolare gli spermatozoi. Man mano che gli uomini invecchiano, la prostata tende a ingrandirsi. Per la maggior parte degli uomini questo ingrossamento non è un problema, ma in alcuni casi può dare luogo a sintomi di carattere urinario: flusso lento e/o interrotto, difficoltà o bisogno più frequente di urinare, sensazione di svuotamento non completo, e in taluni casi, incontinenza (perdita del controllo della funzione urinaria).

Per curare i disturbi della prostata, la fitoterapia ricorre a piante ed erbe officinali, e tra queste molte sono arbusti come l’uva ursina o alberi come la seronoa o la sequoia, dalle spiccate proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e riequilibranti del sistema ormonale maschile.

La prostatite è un’infiammazione, che colpisce uomini in giovane età ed è causata il più delle volte da un’infezione da batteri, provenienti dalla vescica o dal canale urinario. Anche errate abitudini di vita, stress, abuso di alcol o la pratica di alcuni sport come equitazione o ciclismo possono provocare questo disturbo.

Essenziale anche l’apporto di fibre: è stato dimostrato che introdurne ogni giorno 30-35 grammi aiuta a mantenere la ghiandola in salute.

Alcuni studi hanno evidenziato che chi consuma prevalentemente olio di oliva, rispetto a chi invece predilige i grassi di origine animale come il burro, corre un rischio minore di andare incontro al tumore della prostata.

La loro azione è rapida, ma si mantiene soltanto per il periodo di assunzione del farmaco: cessata la terapia, l’effetto si annulla.

Varicocele: come riconoscerlo e curarlo

Prevenzione al maschile: come evitare problemi alla prostata Alla salute della prostata contribuisce anche un’attivitГ fisica regolare.

Tumore della prostata: sintomi e approcci terapeutici Intervista a Giuseppe Procopio, oncologo dell’Istituto tumori di Milano

Opzione che, talora, può essere scelta anche in prima istanza, a seconda delle esigenze: l’intervento si è dimostrato efficace nel lungo periodo e, in genere, non modifica la capacità erettile.

IpersensibilitГ ai farmaci

Risponde: Maggi Mario – Andrologo e sessuologo