Ipertrofia prostatica, la prostata ingrossata: vediamo come curarla con rimedi naturali

Sembra che anche le donne che soffrono di acne possano avere benefici nell’utilizzo di Serenoa repens. Ma non solo! Sono stati evidenziati effetti positivi nel rinforzare capelli molto fini e favorirne la ricrescita, nel migliorare la produzione di latte materno, nel ridurre la sintomatologia dolorosa delle mestruazioni, nell’aiutare a ridurre le infiammazioni pelviche, nel ridonare un aspetto sano alla pelle con problemi.Alle signore comunque direi, prima di utilizzarlo, aspettiamo ulteriori conferme scientifiche!

Bere molta acqua, almeno un litro e mezzo al giorno, cosм da diluire le urine presenti in vescica e ridurre il rischio di infezioni alle basse vie urinarie.
Aumentare il consumo di frutta, verdura e alimenti ricchi di fibre per migliorare la funzionalitа intestinale ed evitare il pericolo di costipazione.
Ridurre il consumo di carne, grassi, spezie, fumo.
Fare attivitа fisica, anche moderata.
Osservare una scrupolosa igiene a livello genitale.

Nella maggior parte dei casi sono colpiti gli uomini over 50 ma vi sono sport che possono indurre alla comparsa della prostatite anche in soggetti piщ giovani. Sono gli sport che determinano un continuo schiacciamento della vescica come il ciclismo, l’equitazione, il rally, il canottaggio. Sono soprattutto gli sport praticati a livello amatoriale ad essere i piщ preoccupanti, poichй spesso praticati con poco controllo medico e in presenza di sovrappeso.

Ipertrofia prostatica e disfunzione erettile
Di solito и un problema mentale, dovuto piщ che altro alle preoccupazioni dei pazienti. Il problema puт nascere quando si cominciano ad utilizzare i farmaci. La finasteride e, in misura minore, la Serenoa repens, possono dare riduzione del desiderio e della funzionalitа erettile poichи agiscono bloccando l’azione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, l’enzima che converte il testosterone nel diidrotestosterone, il metabolita biologicamente attivo dell’ormone sessuale maschile.

Postato il: 23/02/2013

Erbe officinali contro la prostatite
In primo luogo il Saw palmetto o Serenoa repens. E’ una piccola palma molto diffusa nel sud degli Stati Uniti e se ne utilizza il frutto maturo. Per centinaia di anni i nativi americani hanno sfruttato questa pianta contro infezioni urinarie e problemi prostatici. Studi medici hanno convalidato l’uso popolare. Secondo la dott.ssa Katherine J. Lewis molti studi scientifici avrebbero dimostrato che la Serenoa repens и in grado di ridurre i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna come la minzione notturna e la riduzione di flusso urinario. Uno studio sistematico avrebbe anche evidenziato una comparabilitа di efficacia con la finasteride, il farmaco sintetico d’elezione utilizzato in caso di ipertrofia prostatica.

Ciт determina un aumento dei livelli plasmatici di testosterone ed una diminuzione di quelli del diidrotestosterone. In alcuni casi si puт manifestare anche eiaculazione retrograda, che consiste nell’immissione dello sperma nella vescica, anzichй fuoriuscire dall’uretra. Viene detto orgasmo asciutto. Sono tutti sintomi che perт scompaiono con la sospensione della terapia. Nel caso di un intervento chirurgico di asportazione per patologia benigna della prostata non si ha alterazione nella capacitа di raggiungere erezioni ma si ottiene una eiaculazione retrograda.

Cos’и la prostata?
E’ una ghiandola che ha normalmente le dimensioni di una castagna. Si trova al di sotto della vescica e circonda il primo tratto dell’uretra, il tubicino che permette all’ urina di uscire all’esterno. All’interno di tale ghiandola si produce un liquido molto importante per garantire la perfetta funzionalitа degli spermatozoi.

Rimedi da adottare per stare meglio?

L’effetto dei farmaci antiandrogeni sulla prostata è sorprendente: le dimensioni della ghiandola prostatica vengono ridotte, la funzionalità urinaria viene ripristinata e i sintomi da ostruzione vengono migliorati.

In caso di ipertrofia prostatica benigna, la terapia farmacologica risulta essenziale ed indispensabile, al fine di evitare la progressione, lenta ma inarrestabile, dei sintomi, e prevenire le complicanze (compresa la ritenzione urinaria acuta).

Tra i sintomi associati all’ipertrofia prostatica benigna, l’incontinenza urinaria, la diminuzione del calibro urinario e la difficoltà ad urinare giocano sicuramente un ruolo di primo piano. Oltre a questi, si ricordano: dolore durante la minzione, eiaculazione dolorosa, ematuria, necessità di urinare anche di notte, poliuria, pollachiuria, tenesmo vescicale.

  • Dutasteride (es. Avodart e Duagen): assumere 500 µg (0,5 mg) al giorno per un periodo di tempo piuttosto lungo. Potrebbero essere necessari anche 6 mesi di trattamento prima di osservare un miglioramento sintomatologico.
  • Finasteride (es. Finasteride, Sitas, Asterid, Ridestin, Proscar, Prostide): si raccomanda la somministrazione di 5 mg di farmaco al dì. Generalmente, i pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna vedono i primi benefici terapici dopo 6-12 mesi di trattamento con Finasteride; nell’evenienza in cui, dopo questo periodo di tempo, il paziente non riscontrasse alcun risultato positivo, il medico provvederà a modificare la terapia. Ad ogni modo, sembra che l’assunzione costante di questo farmaco sia efficace per ottenere sia un miglioramento duraturo dei sintomi a carico del tratto urinario, sia una riduzione del volume prostatico.

I fattori causali coinvolti nella manifestazione dell’ipertrofia prostatica benigna rimangono ancora oggetto di studio; ad ogni modo, sembra che l’incremento di ormoni sessuali androgeni ed estrogeni – favorito dall’avanzare dell’età ed associato alla sensibilità della ghiandola prostatica alla loro azione – sia il fattore eziologico maggiormente coinvolto.

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche: spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla causa scatenante, alla gravità della malattia, ed alla risposta del malato alla cura:

Agenti adrenergici (azione periferica): gli alfa bloccanti sono largamente impiegati in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica, poiché agiscono rilassando la muscolatura liscia, inducendo un incremento significativo del flusso urinario e migliorando i sintomi da ostruzione.

Le informazioni sui Farmaci per la Cura dell’Ipertrofia Prostatica Benigna non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la Cura dell’Ipertrofia Prostatica Benigna.

Per “ipertrofia prostatica benigna” s’intende un ingrossamento anomalo della ghiandola prostatica, la struttura deputata alla produzione di un liquido essenziale per la funzione riproduttiva maschile. Il fenomeno è pressoché fisiologico nell’uomo adulto oltre i 50 anni.