Iperplasia prostatica: Prostata ingrossata

Quando la prostata si ingrossa, si crea una pressione sulla vescica e sull’uretra che può influenzare la minzione e può causare i seguenti disagi che possono essere interpretati anche come sintomi:

Si stima che il 60% degli uomini che hanno compiuto i 60 anni, presenta un certo grado di ingrossamento della prostata.

I trattamenti dipendono dalla gravità o meno dei sintomi, dalla dimensione dell’adenoma, dall’età e dalle condizioni del paziente e dall’esperienza dell’urologo (lo specialista che tratta la prostata). Se un paziente presenta dei sintomi lievi, l’esperto gli farà ripetere degli accertamenti annuali per monitorare la ghiandola prostatica.

Ci sono vari studi che suggeriscono che una dieta ricca di proteine, di verdure, povera di grassi, di carne rossa, riduce il rischio di sviluppare la già menzionata patologia.

Una seconda ipotesi invece suggerisce che l’ingrossamento della ghiandola prostatica può essere legato allo sbilanciamento di due ormoni, chiamati testosterone ed estrogeno. Ossia, più l’uomo invecchia e meno testosterone produrrà (per contro invece si avrà un incremento significativo di estrogeno, il quale si ritiene essere la causa principale di tale patologia).

Il laser è usato per aiutare i malati che non essendo sanissimi, non potrebbero mai sopportare un intervento chirurgico (o hanno una prostata moderatamente ingrandita).

Un effetto collaterale collegato al suo impiego è l’eiaculazione retrogada (lo sperma viene eiaculato nella vescica urinaria).

Le cause di questa malattia cronica progressiva non ci sono ancora note: si sa che vi sono delle correlazioni con l’età senile e con la variazione ormonale fisiologica dei pazienti.

Quindi uomini se doveste sentirvi poco bene non dovete temere di rivolgervi agli operatori sanitari, i quali sono preparati per aiutarvi a stare meglio e per rispondere a tutti i vostri dubbi inerenti alla vostra salute.

Sono allo studio diversi modi per migliorare il test del PSA, che consentiranno di individuare solo i tumori per cui è necessaria una terapia.

Il tumore alla prostata è una malattia frequente nei Paesi sviluppati, ma in realtà il suo tasso di mortalità è molto basso. La terapia per il cancro alla prostata sarà tanto più efficace quanto più precoce è la diagnosi, soprattutto se il tumore non si è ancora diffuso in altre parti dell’organismo (metastasi).

Per scoprire se questi sintomi siano causati dal tumore alla prostata, il medico vi interrogherà su tutti i dettagli dei vostri precedenti clinici. Inoltre eseguirà un esame fisico, durante il quale introdurrà un dito nel retto per valutare se la prostata presenta indurimenti o protuberanze.

Quando la prostata ha qualcosa che non va è possibile accorgersene immediatamente: se credete di avere un problema andate subito dal medico, a volte questi può trovare un problema di cui voi non sospettavate l’esistenza durante un controllo di routine oppure durante un esame del retto. Potrebbero anche essere necessarie radiografie od ecografie apposite per controllare la ghiandola e la zona circostante.

L’esame del PSA può individuare soltanto tumori piccoli, che ancora non si sono sviluppati né diffusi nel resto dell’organismo. Non tutti i tumori alla prostata hanno prognosi infausta e diverse terapie possono causare effetti collaterali, ecco perché a volte i medici preferiscono consigliare l’attesa vigile, finché non risulta evidente la necessità di una terapia.

  • Età. Gli uomini oltre i cinquant’anni hanno maggiori probabilità di ammalarsi di tumore alla prostata.
  • Etnia. Il tumore alla prostata colpisce con maggiore frequenza tra gli afroamericani.
  • Precedenti famigliari. Se vostro padre o vostro fratello si sono ammalati, voi avrete maggiori probabilità di ammalarvi di tumore alla prostata.
  • Dieta. Se la vostra alimentazione è ricca di cibi ad alto contenuto di grassi e povera di frutta e verdura, potreste essere maggiormente a rischio.

La prostata appare più grande del normale (ingrossata), ma non si tratta di un tumore.

Il tumore alla prostata, nelle fasi iniziali, non causa alcun sintomo: in seguito, quando il cancro si sviluppa, potreste avere dei problemi a urinare.

Se l’esame evidenzia una massa di sospetta natura tumorale, il medico vorrà confermare la diagnosi mediante una biopsia: verranno quindi prelevati alcuni pezzettini della ghiandola, per vedere se contengono cellule tumorali.

  • ritenzione urinaria acuta,
  • ritenzione urinaria cronica, o di lunga durata,
  • sangue nell’urina,
  • infezioni del tratto urinario,
  • danni vescicali,
  • danni renali,
  • calcoli vescicali.

Perlopiù, la sintomatologia è dovuta a:

La chirurgia prostatica può rendere sterile (o incapace di generare figli) il soggetto perché causa di eiaculazione retrograda, ossia il flusso retrogrado dello sperma in vescica. Lo sperma sarà poi evacuato dalla vescica durante la minzione. In alcuni casi, i farmaci come la pseudoepinefrina (principio attivo di molti rimedi per il raffreddore) o l’imipramina possono trattare l’eiaculazione retrograda. Questi farmaci migliorano il tono muscolare del collo della vescica e impediscono allo sperma di entrare in vescica.

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L’ipertrofia prostatica benigna è il più comune problema prostatico nei soggetti dopo i 50 anni. Negli Stati Uniti, fino a 14 milioni di uomini hanno manifestato sintomi evocatori di questa patologia nel 2010. Benché raramente rilevata prima dei 40 anni, frequenza e sintomi aumentano con l’età. Colpisce circa il 50% dei soggetti tra i 51 e i 60 anni e fino al 90% dei soggetti ultra ottantenni.

Sono state messe a punto varie procedure chirurgiche minimamente invasive che alleviano i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna nel caso i farmaci non siano efficaci. In particolare:

  • cambiamenti nello stile di vita,
  • farmaci,
  • chirurgia minimamente invasiva,
  • chirurgia.

Con l’eccezione della prostatectomia a cielo aperto, sono tutti interventi condotti per via transuretrale. Queste procedure richiedono l’anestesia locale, regionale o generale e possono necessitare di una degenza ospedaliera.

  • TURP: l’urologo inserisce un resettoscopio attraverso l’uretra per raggiungere la prostata e ne taglia pezzi ingrossati tramite un filo ad ansa. Un liquido speciale porta i pezzi di tessuto nella vescica, da cui vengono lavati al termine della procedura. Questa è l’approccio chirurgico più comune ed è considerato lo standard di riferimento nel trattamento dell’ostruzione dell’uretra conseguente all’ipertrofia.
  • Laser chirurgia: per questa chirurgia, l’urologo usa u laser ad alta energia per distruggere parte del tessuto prostatico. Viene impiegato un cistoscopio per passare una fibra laser attraverso l’uretra fino alla prostata. Il laser distrugge il tessuto ingrossato. Il rischio di sanguinamento è minore che con gli interventi TURP e TUIP perché il laser sigilla i vasi sanguigni mentre taglia il tessuto prostatico. Tuttavia, la laser chirurgia può non essere particolarmente efficace nel trattamento di prostate ingrossate.
  • Prostatectomia a cielo aperto: nella prostatectomia a cielo aperto, l’urologo pratica un’incisione (ossia, un taglio) sulla pelle per raggiungere la prostata. L’urologo può rimuovere tutta o parte della ghiandola attraverso l’incisione. Questa chirurgia è usata perlopiù se la prostata è molto ingrossata, se ci sono complicanze o se la vescica è danneggiata e richiede interventi di riparazione. La prostatectomia a cielo aperto richiede l’anestesia generale, nonché periodi di degenza ospedaliera e di riabilitazione maggiori rispetto alle altre procedure chirurgiche. Ci sono tre approcci alla prostatectomia a cielo aperto: la prostatectomia retropubica, la prostatectomia sovrapubica e la prostatectomia perineale. La durata della convalescenza da prostatectomia a cielo aperto è diversa per ciascun paziente trattato. Comunque, richiede tipicamente dalle 3 alle 6 settimane.
  • TUIP: è un allargamento chirurgico dell’uretra. Per questo intervento, l’urologo inserisce un cistoscopio e uno strumento che usa corrente elettrica o un fascio laser attraverso l’uretra per raggiungere la prostata. L’urologo allarga l’uretra praticando qualche piccolo taglio nella prostata e nel collo della vescica. Alcuni urologi ritengono che la TUIP abbia la stessa efficacia nell’alleviare i sintomi della TURP, ma con meno rischi di effetti collaterali.