Esplorazione Rettale Digitale della Prostata

L’ecografia della prostata non è di per sé un esame doloroso o fastidioso, ma può diventarlo nel caso in cui si renda necessario operare una biopsia prostatica. In questo caso fitte molto brevi e di intensità limitata vengono tipicamente avvertite durante i prelievi bioptici, che vengono eseguiti in anestesia locale.

All’occorrenza, previa adeguata anestesia della zona circostante, ha la possibilità di prelevare piccoli campioni di tessuto prostatico da esaminare in laboratorio. Questa procedura, denominata biopsia prostatica, è fondamentale per porre diagnosi di tumore in presenza di valori alterati di PSA (antigene prostatico specifico) e/o sospetto di formazioni anomale dopo esplorazione rettale digitale.

In tal caso la preparazione all’esame si fa più complessa, in quanto è richiesta la sospensione di tutta una serie di farmaci eventualmente assunti e l’utilizzo di antibiotici nei giorni precedenti e per qualche giorno dopo l’esame; assai maggiore è anche il rischio di complicanze, in genere comunque transitorie.

L’ecografia della prostata è un esame diagnostico finalizzato alla visione indiretta di questa ghiandola, che arricchisce il liquido seminale di importanti componenti.

A tale scopo viene tipicamente impiegata una sonda metallica inserita nel retto del paziente, previa adeguata lubrificazione; l’apparecchio emette quindi delle onde sonore ad alta frequenza, che vengono variamente riflesse dai tessuti circostanti.

L’ecografia transrettale della prostata permette quindi di:

Durante l’ecografia della prostata il paziente si trova sdraiato sul proprio fianco sinistro, con le cosce flesse verso il petto. In tutto, la procedura dura circa dieci minuti; prima dell’inserimento della sonda il medico esegue una preventiva esplorazione rettale con il proprio indice per accertare l’assenza di controindicazioni all’esame.

Captando l’intensità degli ultrasuoni riflessi e trasformandoli in segnali elettrici prima ed in immagini poi, la sonda ecografica consente, con l’ausilio di un elaboratore informatico, di riprodurre sull’apposito schermo immagini della prostata. Così, durante un’ecografia prostatica il medico può indagare le dimensioni e la morfologia della ghiandola, ricercando lesioni o formazioni anomale.

L’ecografica sovrapubica della prostata viene eseguita a vescica piena, posizionando la sonda ecografica all’esterno del corpo in sede sovrapubica (indicativamente a metà strada tra l’ombelico e la base del pene). Tale tecnica presenta tuttavia alcune limitazioni rispetto alla precedente, legate sostanzialmente alla minore precisione.